Approfondimenti

Il festival non è solo spettacolo e degustazione, ma anche “lenta” occasione di approfondimento. 
Sperimentazione musicale e cultura diffusa del territorio si faranno parole mediante l'incontro con esperti sui due filoni tematici.

Domenica 12, dalle ore 20
ARIA DA PIOLA
Officine Corsare, via Pallavicino 35

C’era una Torino che verso sera profumava di acciughe al verde, tomini elettrici, agnolotti al vino, torta di nocciole. Un Barbera senza fronzoli, servito in bicchieri capienti e non in calici da fighetti, era lo spartito di notti passate a cantare, bere, mangiare, stare insieme in luoghi chiamati piole... Alle Officine Corsare gli ingredienti ci saranno tutti, toccherà agli avventori ricreare il giusto clima...
Sono previsti gli interventi, musicali ma non solo, di Bruno Boveri, Luca Iaccarino, Paolo Severini, Luca Morino, Matteo Negrin, Federico Sirianni e altri ancora...
Ingresso libero – cena su prenotazione

Ingredienti
Insalata russa, salame crudo e cotto e al massimo lardo (gli altri salumi sono da fighetti...), acciughe al verde, tomini elettrici, agnolotti al vino, torta di nocciole.
Vino q.b.

Preparazione
Predisporre delle lunghe tavolate in luogo, disponibii al divertimento e alla socializzazione. Imbandire la tavola di cibo, esclusivamente locale, in quantità necessaria al sostentamento della brigata. Munirsi di chitarre, voci rauche, tonalità balorde. E' severamente vietato l'utilizzo di amplificatori.
Cominciare a servire del buon barbera, di quelli robusti di un tempo, in bicchieri capienti. E' vietato l'utlizzo di calici tipo “me la sto tirando con il vino in mano”. Lasciare che il clima si riscaldi al punto giusto e...divertirsi! Quando si cominceranno a sentire le note di un Battisti nazional-popolare o liriche dei New Trolls (new che?) vorrà dire che la serata è cominciata nel verso giusto!

Avete presente cos'erano le piole? Se ci state pensando è il caso che veniate, se avete già risposto alla prima riga vi sarete già prenotati...

Lunedì 13, ore 21.30
A DOG IN THE CORNER 
Cecchi Point–Hub Multiculturale, via Cecchi 17

Proiezione del documentario “A Sleeping Dog” (2011, 57’) di Dario Martinez; a seguire concerto con i quintetti di Ivan Bert e Alfredo Ponissi che ospiteranno, per l’occasione, altri jazzisti, protagonisti del film.
Ingresso: intero 10 € – soci Cecchi Point 5 euro

A "Sleeping Dog" è un film sul jazz e le persone che lo suonano. Per più di due anni il regista Dario Martinez e i suoi collaboratori hanno indagato la realtà della scena musicale torinese, gettando lo sguardo anche oltre l'ultima nota, nel tentativo di raccontare che cosa, in quel grumo di strumenti e uomini, abbia generato la magia. Durante questo lungo periodo si è creato un rapporto di amicizia e collaborazione tra gli artefici del film e il gruppo dei musicisti. A dog in the corner è quindi un connubio che unisce cinema e musica dal vivo. A cura di Videocommunity e Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) con la collaborazione di Green Box – Incubatore di idee.

"Il jazz è una cosa che è sempre sul punto di sfasciarsi e sempre sul punto di ricominciare. Comunque vada ti dovresti ricordare che c’è stato un momento in cui tutto questo era molto bello". Dario Martinez

A "Sleeping Dog" è un film sul jazz e sulle persone che lo fanno. Un branco di individui per nulla ricchi, nè famosi. Anzi abbastanza schivi e apparentemente normali, che difficilmente riconoscerai per strada o al supermercato. Sulla loro strada, ineluttabilmente, hanno trovato il demone della musica ed in essa vivono, al primo posto delle loro priorità, senza mai volerla costringere dentro uno spazio, nè definirla dentro le parole. Un genere fluido, mobile e indefinito, il jazz, che crede solo al presente ed a se stesso. Loro, i nostri musicisti, seguono la musica senza chiedere alla vita dove le sta portando. A Sleeping Dog getta lo sguardo oltre l'ultima nota e cerca di raccontare che cosa, in quel grumo di strumenti e uomini, abbia generato la magia. In realtà questo non è un documentario sulla magia, è un documentario sui miracoli. Questo documentario è una testimonianza d'amore nei confronti di chi dedica buona parte della propria vita a quest'esercizio effimero e pressochè inutile e ne ricava per se stesso e per gli altri (solo) fumo e magia. Attraverso le testimonianze di musicisti torinesi delle ultime tre generazioni, cui fanno da contrappunto quelle di alcuni artisti internazionali, abbiamo voluto comporre una vicenda corale, in cui le storie personali, le avventure musicali, le riflessioni sulla musica e sulla realtà che la circonda, e poi naturalmente la musica stessa, si intreccino le une con le altre, in modo che dal discorso polifonico che ne risulta emerga un affresco coerente con le caratteristiche e le forme del suo oggetto, e quindi in grado di restituirne a pieno i contenuti e le problematiche.

Martedì 14, ore 19.30
IL KM0 NON BASTA! SALVIAMO IL PAESAGGIO!
Officine Corsare, via Pallavicino 35

Assistiamo ogni giorno alla scomparsa di terreni agricoli fertili, alla distruzione dell’equilibrio ambientale, alla rovina definitiva di un territorio. Si parla di territorio e del suo consumo per promuovere un’altra idea di sviluppo. Intervengono Roberto Burdese (presidente Slow Food Italia) e Maurizio Pallante (Movimento per la Decrescita Felice). Modera Bruno Boveri (Slow Food Piemonte e Valle d’Aosta).
Ingresso libero

C'è un'idea che ha guidato lo sviluppo italiano da 50 anni a questa parte: costruire tutto, costruire subito. Colate di cemento inutile hanno invaso la nostra penisola a suon di speculazioni, opere insensate e decisioni scellerate. Assistiamo ogni giorno alla scomparsa di terreni agricoli fertili, alla distruzione dell'equilibrio ambientale, alla rovina definitiva di un territorio splendido.
Il 29 ottobre a Cassinetta di Lugagnano, comune simbolo per il suo piano regolatore a crescita zero, ha preso il via la campagna “Salviamo il Paesaggio”. Un'iniziativa costruita in maniera collettiva dal Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio, un'alleanza tra personalità, gruppi locali, organizzazioni nazionali che si sono date l'obiettivo di bloccare il consumo di territorio nel nostro paese. Lo strumento è una Legge di iniziativa popolare da presentare attraverso la raccolta di firme. L'obiettivo, esplicito, è quello di ripetere il successo e la partecipazione creatasi attorno al movimento per l'acqua. Il tema della campagna è di quelli importanti, molte le realtà e le personalità che si sono messe in gioco...come sempre si parla di territorio e del suo consumo per promuovere un'altra idea di sviluppo, di attenzione verso la sostenibilità, del diritto al cibo di qualità e legato alle risorse e ai saperi della nostra penisola...

Mercoledì 15, ore 20
VOGLIO SCOPRIR… PORTA PALAZZO
Cecchi Point-Hub Multiculturale, via Cecchi 17

Il cibo come simbolo, come racconto di legami e distanze. Si parte dagli anni ’50 raccontando quali alimenti sono arrivati sui banchi di Porta Palazzo contaminando le ricette piemontesi, per poi esplorare le integrazioni alimentari seguite alle migrazioni più recenti. La Conservatoria delle Cucine Mediterranee e il Cecchi Point, presentano “Cena con racconto”. Piatto forte: i prodotti del mercato di Porta Palazzo. Contorno: un racconto del mercato dalle migrazioni degli anni '50 fino ai giorni nostri, intervengono Vincenzo Reda, Francesco Vietti e Marcella Filippa. Dessert: concerto di musica jazz del gruppo Ar.co.te.
Ingresso cena + concerto a 20 €
E' necessaria la prenotazione, telefonando al numero 
393.8959746 oppure al 011.5229826/27  

« Porta Palazzo è profumo di frutta e verdura, colori vivaci, vociare straniero mescolato agli svariati dialetti italiani, contatto con popoli lontani. A Porta Palazzo vivono, si incontrano e si scontrano l’Europa, l’Africa e l’Asia. »
(Fiorenzo Oliva, da Il mondo in una piazza. Diario di un anno tra 55 etnie (Stampa Alternativa, 2009))

Giovedì 16, ore 20.30
TURKEMAR
Officine Corsare, Via Pallavicino 35
La vita di Fred Buscaglione raccontata come un film di Quentin Tarantino.
In mezzo, un pezzo d'Italia dimenticata: la Torino dello Swing, la Guerra, la Prima RAI, i primi club di jazz... Presente l'autore.
Turkemar, opera di Simone Sarasso - Effequ Editore.
Ingresso libero

Venerdì 17, ore 18
CHI NUTRE GLI ARTISTI?
Blah Blah, via Po 21

Non è solo una questione di diritti d’autore. Torniamo alle origini e prevediamo un sistema di riconoscimento e ricompensa che metta gli artisti e i creatori al centro. Se ne discute con Juan Carlos De Martin (Centro Nexa, Torino), Mariagrazia Pellegrino (assessore all’Istruzione, Comune di Torino), Alessandro Orsi (ass. BorderGate), Luca Castelli (La Stampa).
Ingresso libero

“Giuridicamente si vuole un quadro di norme comprensibile e applicabile; moralmente si chiede dignità, riconoscimento e un ambiente stimolante per i creativi; economicamente, vogliamo premi di natura finanziaria, in modo che gli artisti possano trarre beneficio dal loro duro lavoro ed essere incentivati a creare di più.” [Neelie Kroes, vice-presidente della Commissione europea responsabile per l’Agenda Digitale]
Forse però sono gli strumenti utilizzati per questi nobili intenti ad essere sbagliati, o quantomeno obsoleti: il sistema attuale è percepito come strumento per punire eventuali trasgressioni, non per riconoscere e premiare. Milioni di euro investiti nella lotta alla pirateria digitale non hanno prodotto alcun risultato se non leggi inique e fuori dal tempo come in Francia, e intanto la stragrande maggioranza degli artisti europei riceve un compenso irrisorio dalla diffusione delle opere frutto del loro ingegno.
Giunti a questo punto, e con la crisi galoppante che scoraggerà sempre più giovani dal cercare di vivere del proprio talento, è ora di tornare alle origini e mettere l’artista al centro, non solo della legge sul copyright, ma di tutta la politica sulla cultura e la crescita.

Sabato 18, ore 18
POP, POPULAR O POST?
Blah Blah, via Po 21

Chi sono i cantautori post-contemporanei? In mancanza di una definizione che descriva il fenomeno della nuova scena cantautoriale italiana si possono trovare gli elementi che autorizzino l’uso di una definizione unitaria? Nel dibattito intervengono Enrico De Angelis (Club Tenco), Enrico Molteni (La Tempesta Dischi), Maurizio Blatto (Rumore), Domenico Mungo (Scrittore).
Ingresso libero

Post-contemporanei è un termine provvisorio, frutto di una riflessione sulla mancanza di una definizione che descriva interamente il fenomeno della nuova scena cantautoriale italiana, che si presenta come scomposta in vari generi musicali ma come tutti uniti da una stessa tensione sociale che emerge dalla lettura dei testi. Si possono trovare dei criteri per definirla, degli elementi in comune che autorizzano l’uso di una definizione d’insieme di questo panorama? Sui giornali, quasi sempre viene usato la definizione di nuova scena cantautoriale, ma non viene mai specificato in che cosa sia nuova, in che cosa si differenzi da una vecchia scuola. Molti di questi artisti amano definire la loro musica “popolare”, pur sapendo che in Italia il concetto di popolare è circoscritto alla musica folk. Abbiamo, però, la sensazione che la loro auto investitura di “musica popolare” sia ascrivibile alla definizione internazionale di “popular music”, nelle pratiche di produzione e diffusione, ma che il termine “popolare” assuma, per loro, un valore “missionario” come se inseguirssero e sottolineassero una vicinanza ad un popolo/pubblico di cui si sentono in qualche modo portavoce.
Partendo da una definizione dei termini Popular music e musica popolare, si arriverà a riflettere sulla nuova accezione di questo termine che han fatto loro i giovani cantautori italiani.
 

 

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